A volte è proprio bello ricredersi

Il 10/12/12 alle 10.40 è nata Margherita da parto naturale. Ci eravamo messi nell’ottica che sarebbe nata da parto cesareo il 13 dicembre, una data anonima dovuta ad uno spostamento dall’alto, visto che già da un mese avevamo programmato l’intervento per il 12/12/12  (figo no?!).
Domenica 10 dicembre mi trovavo dai miei genitori quando verso le 20.00 sono iniziati dei dolori sospetti. Ero da loro a passare la domenica con Ale dato che mio marito lavorava e non me la sentivo di stare a casa da sola. Nel primo pomeriggio Gabriele scrive un post su Facebook dove  si augurava che il tempo passasse in fretta per poter tornare a casa visto che io e lui avevamo di meglio da fare come PARTORIRE! Mai post fu più provvidenziale: alle 23.15 circa della stessa sera eravamo al pronto soccorso ostetrico!
L’avventura inizia già da quando saliamo in macchina e mio marito si accorge che il veicolo era in riserva con la benzina: “dobbiamo fermarci a mettere benzina sennò all’ospedale neanche ci arriviamo!” 
“va bene”, rispondo, “ma per favore non prendere le buche!”
Parte con una solida sgassata e come prima cosa prende una buca..eh no..non ci siamo penso!
“Gabrièèèè ti avevo detto di NON PRENDERE LE BUCHE!”
“Scusa e non ti preoccupare così facendo lo faremo prima!”
Ringrazio il Cielo di non avere avuto fiato a sufficienza per incenerirlo all’istante con una frase ad effetto.
Arrivati al benzinaio mio marito con un calma gandhiana mette benzina mentre io finisco di stritolare la maniglia della portiera. Perché sei sempre così PEACE&LOVE caro Gabirele?!
Parcheggiamo.. Il parcheggio non è il solito parcheggio, ma è quello dall’altra parte del reparto di ostetricia: “cioè mi devi far fare mezzo ospedale con le contrazioni?” chiedo in modo poco cordiale.
“L’altro ingresso è chiuso”, risponde sempre con calma il mahatmarito.
Faccio un pronostico: forse fra 20 minuti con questo passo contrattile-lumaca riesco ad arrivare al pronto soccorso..NON CE LA POSSO FARE!
Al pronto soccorso ostetrico, come al solito, non c’è nessuno, suono alla postazione ostetrica ed arriva una dottoressa specializzanda poco dopo: mi visita, facciamo il tracciato e mentre ho il coso attaccato, con le contrazioni atroci inizia l’interrogatorio degli esami effettuati in gravidanza… Proprio quello che mi serve: dover rispondere quando hai una contrazione e devi stare seduta e ti serve solo il fiato per scaricare il dolore! E’ vero che i dolori del parto si scordano: non me li ricordavo così!
La dottoressa mi dice che sono parecchio indietro. Che gioia,che bellezza..mi aspetteranno altre 24 ore di travaglio come per il primo figlio?! L’affermazione mi mette sul chi va là: vista l’esperienza avuta con il parto di Ale (24 ore di travaglio per fare alla fine un cesareo) non ho nessuna voglia di patire dolori, doloretti e doloroni per poi essere “squartata”. Come se mi avesse letto nel pensiero la dottoressa mi chiede se voglio provare a partorire naturalmente. Io rispondo con un “ma non lo so…” e lei ribatte  con un “signora ce lo deve dire LEI”. Rimango pietrificata e non rispondo. Mio marito prende la parola ed afferma: “sì, sì noi partoriamo naturalmente!”
Come come?! Noi?! 
Alle quattro e mezzo di notte sono in sala parto, dilatata di 4 cm, dopo aver usato come punchball mio marito ed essermi pentita amaramente di non aver detto subito si al cesareo.
Chiedo la parto analgesia perché “o me la fate o ve smonto la sala parto!”.
L’anestesista arriva in tempi celeri. Mi fa una buona impressione: è gentile, mi spiega tutto, è veloce nella preparazione della magica pozione.. Fa effetto quasi subito e il dolore che avverto è di una intensità molto minore. Mi rilasso un poco, ci scappa anche qualche battuta e sorriso.
Alle sette c’è il cambio turno, le ostetriche che mi hanno seguito lasciano il posto all’ostetrica Antonella. 
Antonella non mi ha mai abbandonata, è stata sempre al mio fianco, mi ha incoraggiata, ha saputo coinvolgere mio marito. Ha reso quest’esperienza meravigliosa e degna di essere vissuta. Nonostante all’ultimo non ce la facessi più mi ha sostenuto sempre con dolcezza stimolandomi a non mollare. 
Alla fine ce l’ho fatta: è nata Margherita alle 10.40 “alla vecchia maniera”, come dice mio marito.
Tutto è riuscito perché ho incontrato delle persone che hanno creduto che io potessi farcela a partorire naturalmente, nonostante un pregresso taglio cesareo. Ci hanno così creduto, trasmettendomi fiducia e positività, che alla fine ci ho creduto pure io e ho fatto nascere la mia bambina.
Vista l’esperienza del primo parto io non volevo tornare a partorire a Perugia e invece devo dire che a volte è proprio bello ricredersi. 
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