Annabelle

Un giorno ho chiamato tuo papà e gli ho chiesto: “ti piace il nome Annabelle?”

“Annabelle?”

“Sì, Annabelle”

É stato un po’ zitto poi ha detto si. Ma era un sì poco convinto. Io lo conosco il tuo papà.

“Non ti piace?”

“No é che per me ormai si chiama …”

Poi siccome ha capito che ero io ad esserci rimasta male mi ha detto: “secondo nome?”

“Secondo nome”, ho risposto sorridendo.

 

Ma tu Annabelle non sei arrivata, ti abbiamo perduta.

 

Non scorderò mai gli occhi di tuo papà quando mi ha detto la prima volta “io sono sicuro e tu sei convinta?”

È stato un attimo e le nostre anime si sono connesse.
Ci hai regalato un sogno, che abbiamo coltivato, cercato, sperato ma di cui ora non parliamo nemmeno più.

 

Nel mio cuore ci sei piccola Annabelle: tanto e sempre, come le parole del tuo papà “io ci penso sempre a lei”, che però ora sono anch’esse relegate chissà dove.

Abbiamo sempre pensato che tu fossi femmina, ogni volta non immaginavamo altro che una bambina con il taglio dei miei occhi ed il colore di quelli del papà.

 

Sei stato il sogno più bello del mio 2017, in cui ho riposto tante speranze per una vita migliore.

 

Ti amo mia piccola Annabelle.

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