Come ce la vogliono raccontare…come è realmente!

Domenica scorsa guardavo una puntata di una nota fiction nella quale  la colf di famiglia, appena dopo aver partorito, smaniava di tornara al lavoro..anzi aveva pure preparato il pranzo per tutta la famiglia qualche giorno dopo il parto.. Quale  proiezione più SURREALE della realtà (passatemi il gioco di parole) potevano proporci? Voglio vedere, infatti, chi dopo pochi giorni dal parto ha:
-voglia di tornare al lavoro;
-tempo  e voglia di cucinare per un esercito di persone;
-tempo e voglia di mettersi in tiro, uscire e portare il pranzo al suddetto esercito.
Qui qualcosa non va: o ci hanno preso per sceme oppure vogliono addolcirci la pillola perché sanno quanta durezza, a volte, porta con sé l’essere mamme.. Personalmete i primi giorni dopo il parto le uniche cose che bramavo erano il letto, il divano, una poltrona dove sedermi, un po’ di silenzio e di privacy! Sembrava che a casa mia fosse esplosa una bomba e soprattutto mi stava benissimo addosso il motto “voglia de lavorà saltame addosso!“. Fatemi conoscere chi, dopo pochi giorni dal parto, con i punti, i crampi uterini, il seno che scoppia, il ciclo sonno-veglia che sembra aver deciso di diventare un senso unico “ONE WAY VEGLIA!”, le tutine da lavare ogni nano secondo, il deodorante alla fragranza di cacio ricotta alpina ha voglia di tornare a lavorare, a fare la colf soprattutto, un lavoro super mega fisico..Ma per favore! Un po’ di sana onestà non guasterebbe, soprattutto perché, chi ci è passato lo sa che non è tutto rosa e fiori come ci propinano tv e spot pubblicitari.
A proposito di spot, uno in particolare mi fa morire dal ridere per quanto é l’antitesi di ciò che avviene a casa mia. Si tratta di una pubblicità in cui al rallentatore e con una calma paradisiaca la mamma mette l’olio ad una angelico bambino, trovando anche il tempo di coccolarsi con sorrisi a trecentocinquanta denti..si come no!! A casa mia già è tanto se:
-non si allaga tutto il bagno quando la più piccola fa il bagnetto;
-la polizia non ci ha sfondato il portone a causa delle urla di mio figlio più grande che non ama farsi lo shampoo.
Se poi facciamo il bagnetto alla piccola e il grande é nei paraggi state pur certi che, oltre ad avere il bagno allagato, lo troveremo anche insaponato perché Alessandro, ultimamente, ama divertirsi svuotando i saponi liquidi per terra.. Quale calma e relax, tempo per creme, oli e coccole: a casa mia il momento del bagnetto è paragonabile alla centrifuga della lavatrice!
Quindi care mamme non facciamoci fregare! Nella maternità rientrano gioie ma anche dolori, perché i bambini ci fagocitano: arrivi alle 22.00 e scopri di avere la miliardesima lavatrice da stendere, vorresti fare la doccia ma ogni volta che entri nel box qualcuno piange/ha fame/ha fatto la cacca, dimentichi le serate con le amiche, organizzare una cena con il marito equivale ad un incastro di tetris, andare dal parrucchiere o dall’estetista diventa un miraggio del paleolitico… Certo la ricompensa è grande: vedere i loro progressi, le loro conquiste, i baci e gli abbracci donati, le sorprese che ti riservano, i loro sorrisi e i loro occhi che sprigionano amore riscatta da tutti i momenti in cui ti domandi: “ma chi me l’ha fatto fare?!”.
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8 Commenti

  1. Ho conosciuto qualcuna che queste voglie le aveva sai? Ma era solo un modo per dimostrare a se stessa e agli altri che per lei le cose non erano cambiate, che tutto era come prima, una sorta di negazione della nuova situazione. Si è fatta del male facendo così, non ha ascoltato il suo corpo, ne tanto meno la sua mente, fare la Wonder Woman non le ha giovato e purtroppo ha combattuto con la depressione per mesi. Ai tempi c'ho provato ad aiutarla ma non ci sono riuscita.

  2. Ok, per tante è un trauma ed una fatica fisica oltre che psichica. E la rappresentazione televisiva è falsa. Ma possiamo smetterla di demonizzare chi ha partorito con semi facilità e 2 giorni dopo voleva uscire con il pargolo in tiro e truccata a dire a tutti quanto era stanca ma felice? Conosco amiche e colleghe che il giorno delle dimissioni sono andate a prendere il primo figlio in asilo, gente che dopo 1 settimana era a pranzo fuori o alla sfilata al mare della primogenita. Si può fare, non tutte, alcune preferiscono riposare altre dimostrare a se stesse che possono. Che male c'è?

  3. Ciao Veronica, questo post mi ha letteralmente catturata. Credo che in tv si sottovaluti il ruolo di mamma e la vulnerabilità legata a quella fase 😉
    Mi piacerebbe contattarti via mail, riesci a lasciarmi un riferimento?
    Sara (comunicazione online)
    sparktrepuntozero.wordpress.com
    mail:spark3.0staff@gmail.com

  4. Carissima, il mio post voleva essere solo una riflessione legata alla mia personale esperienza in paragone a ciò che i media ci propongono. Non volevo demonizzare nessuno perché credo che ognuno é libero di scegliere e impostare la maternità come vuole, ci mancherebbe altro! Ogni scelta inoltre é degna di rispetto anche se non si condivide. Il tono ironico non voleva essere per criticare ma solo per alleggerire l'argomento. Spero di non aver offeso nessuno e se così fosse mi scuso. A presto e grazie per aver condiviso il tuo pensiero!

  5. In realtà ho apprezzato il post più di quanto emergesse dal mio commento. E condivido lo spirito di #liberazione mamma. Bizzarro è che io ho un punto di vista quasi opposto: la liberazione la vedo come accettare che non tutto è terribile come ce la raccontano. Tu hai enfatizzato la finzione cinematografica, io ho letto e ascoltato tanti, troppi commenti di gente che ti terrorizza con racconti sul parto, sul post parto, e su quanto cambierà in peggio la tua vita, il tuo corpo e la tua psiche. Ho deciso all'epoca di non farmi condizionare e oggi di condividere l'esperienza positiva (e fortunata) che ho avuto io. Apprezzo il realismo ma vorrei mescolarlo con un po' di ottimismo e fiducia! Ti ringrazio molto di avermi risposto! Ora vado a leggermi i tuoi vecchi post….

  6. Ciao Veronica,
    è la prima volta che ti scrivo, ma ti leggo…
    non voglio polemizzare sulla tua visione o su quanto hai scritto, vorrei solo darti un punto di vista diverso: ci sono donne che non possono avere figli, o sono alla ricerca di figli da tempo che pagherebbero oro per avere tutto quello che hai tu! Ti prego non fare così… i bambini ti cambiano la vita, ma non lasciare che traspari solo il caos, lo stress, le notti insonni, le lavatrici & co. lasciando solo 3 righe e alle gioie che questi miracoli sanno donarti!
    Concordo in molte cose con te, dal non essere tutelate, al far fatica a mantenere o addirittura trovare un lavoro, ma tieni presente quanto ti ho scritto!

    Un abbraccio
    Francy

  7. Carissima Francesca,
    innanzi tutto grazie per essere passata ed aver condiviso il tuo pensiero. Ci tengo a preciare che questo post nasce da un iniziativa di 50sfumature di mamma con lo scopo di smascherare tutti i tabù legati alla maternità; ho voluto così raccontare la mia esperienza, perché a volte non è tutto rosa e fiori come molti vogliono farci credere.
    So benissimo quale dono prezioso ho fra le mani e so anche che c'é chi non ha la mia stessa fortuna. Io voglio essere onesta e sincera: non è tutto sorrisi, gioie, abbracci e cuoricini. C'è questo lato ma anche quello delle cose che spezzano, ti mettono in difficoltà, ti fanno porre domande, ti mettono in crisi e ti fanno piangere. In molti altri post ho cercato di focalizzarmi sulle gioie della vita, in altri cerco di mettere in evidenza i dolori, sempre con ironia perché questo mi ha salvato e mi salverà. Ti assicuro che con una figlia seguita al dipartimento di neuropsichiatria, tutti i soprusi vissuti a livello lavorativo, aver perso il lavoro, arrivare a stento a fine (a volte non arrivarci), se non sapessi quale miracolo gira intorno alla mia vita avrei già fatto le valige. Questo solo per spiegare e non per giustificarmi.
    Ti ringrazio di cuore del tuo pensiero perché credo che solo attraverso lo scambio si possa crescere e migliorare.
    Ti abbraccio anche io!

    Veronica

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