Da mia nonna avrei voluto imparare a cucire

Da mia nonna avrei voluto imparare tante cose, una in particolare però ha il primato su tutte: cucire. 
Mia nonna non faceva la sarta di mestiere, era una donna moderna per l’epoca in cui ha vissuto, infatti lavorava in ospedale a contatto con malattie e sofferenze, quelle malattie che una volta erano causa di morte; proprio in quel luogo di lavoro ha incontrato mio nonno: un uomo malato di TBC. Si sono sposati, è nata mia mamma e dopo nove anni mia zia, che è come una seconda mamma per me. 
Io abito nella casa dei miei nonni e dove ora i miei figli hanno la loro cameretta, una volta c’era un posto magico e misterioso: il laboratorio di mia nonna. 
Ho passato pomeriggi a giocare con le Barbie di mia mamma e zia, vestendole con abiti cuciti da nonna, creando look improponibili, mentre lei creava oggetti preziosi, unici o rattoppava/rammendava abiti (lei era della filosofia “non si butta via niente finché si può aggiustare”). Ovviamente la tv era di compagnia insieme al rumore della macchina da cucire. 
Nella stanza c’era tutto quello di cui una sarta aveva bisogno e la cosa che mi piaceva di più era aprire quelle scatoline delle caramelle o roba varia, che venivano utilizzate negli anni sessanta-settanta, dove lei riponeva i ditali, i fili colorati per cucire o meglio ancora i bottoni.
Aprire i cassetti del suo mobiletto era possibile ma nulla poteva essere toccato, perché tutto aveva un ordine e una logica. Più era proibito più io volevo curiosare fra quei colori che aprendo i cassetti venivano fuori.
Aveva un tavolo grande per stirare, ricavare i modelli, imbastire vestiti e dove sopra c’era sempre il mitico fustino dell’acqua distillata perché “l’acqua del rubinetto è troppo dura e con il calcare si rovina il ferro”!
Da lei sicuramente non avrei potuto imparare a cucinare (era o no una donna moderna?!) e infatti qualche gene della cucina-semplice-veloce me l’ha trasmesso, anche se ultimamente mi sto dando da fare e credo che sarebbe contenta di sapermi una discreta cuoca! Sapeva, però, fare una torta di mele deliziosa e alle nostre feste di compleanno non mancava mai, perché ne confezionava sempre una per il nipote festeggiato.
Mi sarebbe piaciuto  farmi insegnare da lei a cucire: ci vedo vicine, lei con la vestaglia e gli occhiali, mentre mi spiega come fare una righetta, come prendere le misure o come fare un modello di un vestito. Sicuramente a volte le avrei fatto prendere la pazienza perché non sono tanto precisa, mentre lei lo era moltissimo!
Da mia nonna avrei voluto imparare tante cose, una in particolare però ha il primato su tutte: cucire. Purtroppo non abbiamo fatto in tempo, se ne é andata troppo presto ed io ero troppo piccola per poter cogliere i segreti di quest’arte.

Ps. Nonna mi manchi molto.

One comment

  1. come ti capisco!!!!!!! io avrei voluto tanto imparare da mio nonno un sacco di altre cose…….
    da mia nonna che ancora può insegnarmi cerco di prendere ogni respiro…
    i ricordi con loro sono fondamentali ..—– se sono adulta lo devo anche a loro e agli isegnamenti e a quello che mi hanno dato e che da lei ancora ora posso prendere…
    i nonni sono un dono ……

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *