Di NON sensi.

Sulle note di “se stiamo insieme ci sarà un perché e vorrei scoprirlo stasera” inizio a scrivere questo post sui non sensi che ho scoperto far parte della mia vita. Scoperta che si colloca nell’arco di tempo che va dalla domenica al martedì dopo pranzo.
Premetto che sarà un post disordinato per cui se siete dei puristi dell’italiano questo posto non é per voi ed io almeno qui voglio avere della licenza poetica personale.
Primo: soffro di Monday Blues. Inizia la domenica pomeriggio una sensazione di disagio e malessere diffuso in vista dello sbarco del lunedì. Ha ragione mio figlio: ci vorrebbero 80 giorni di riposo al mese perché solo due a settimana sono insufficienti e non fai in tempo a capire che ti stai riposando che é già tempo di tornare  nel frullatore chiamato settimana.
Secondo, non ho capito che faccio nella mia vita: che ruolo ho? La madre? La madre lavoratrice? La madre lavoratrice part-time? La lavoratrice e madre? La mammamoglielavoratrice? Che lavoro fai? Mio padre ed alcune persone hanno rinunciato anche a capire di che cosa mi occupo al lavoro. Troppo complicato da capire, si vede. Ed in queste situazioni mi sento come un pesce fucsia in un acquario di pesci ben definiti della stessa specie. Volevo fare lady oscar da piccola, come é possibile che non ci sia riuscita?
Terzo: stento a capire il senso dell’umiliazio estrema ratio (licenza poetica ricordate!) che in questo pianeta di terresti é utilizzata spacciata per correzione fraterna. É proprio il vantaggio che ne deriva dal suo utilizzo che mi sfugge ma che continua a ferirmi.
Quarto: perché ogni volta che faccio un piano va a monte? Forse perché l’unica cosa che va secondo i piani é l’ascensore.
Quinto: non capisco perché i giovani siano sempre considerati come gente idealista poco concreta che fa rima con analfabeta. Perché ci piace che i grandi siano sempre meglio dei piccoli. Ma vi sbagliate e ve ne renderete conto.
Sesto: non sono ancora diventata brava nello scivolamento “entra orecchio esce altro” delle cose dette. Credo che dovrò farci un master.
Settimo, come il settimo giorno della settimana, credo di soffrire di settimana blues.

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