Durkheim, Cristo e noi

Non passa giorno in cui non ci sia notizia di suicidi di giovani e adulti. Durkheim già 116 anni fa, con documenti statistici alla mano, aveva mostrato come alla base di questa scelta individuale ci siano cause sociali. Queste certo non possono spiegare in modo esaustivo il singolo caso di suicidio, ma possono mettere in luce come in certe condizioni sociali aumentino la probabilità che un uomo giunga alla decisione di togliersi la vita. Non sto ad entrare nel dettaglio delle distinzioni dei tipi di suicidio che fa il sociologo, mi preme evidenziare che dagli studi dello stesso emerge che esiste un coefficiente di  preservazione, ovvero delle condizioni soggettive che diminuiscono o aumentano la probabilità del suicidio. Per esempio, Durkheim ha notato che i cattolici hanno un coefficiente di preservazione maggiore rispetto ai protestanti (in pratica si suicidano di meno). Ed è proprio questo che mi ha sempre affascinato: i cattolici si suicidano di meno. Perché? Io una risposta me la sono data: abbiamo la Speranza in Cristo Risorto. Pensando alla mia vita, a come sono andate le cose credo che se non ci fosse stato questo Dio, Uno e Trino, che mi ama fino alle viscere avrei già fatto le valige per altri mondi. Un Dio Amore che manda il suo Figlio per amarci e il suo Spirito per renderci capaci di amare chi ci sta accanto. Un Dio della relazione e non un Dio della solitudine. Eppure noi ci sentiamo così soli in questa società che va a mille al secondo, in cui c’è sempre che qualcosa che sfugge.
Ci manca sempre un pezzetto per essere nella pienezza e ricerchiamo la vita ovunque non trovandola mai. Questa vita che andiamo a cercare nella droga, nel sesso, nelle cose materiali, nel successo, nella carriera, nei soldi, nei simboli di prestigio (potrei continuare ma mi fermo), ci viene succhiata dagli stessi e non restituita, facendoci sentire sempre più svuotati. Soldi, potere, primati e successi ecco cosa ci viene proposto per essere felici. Una felicità basata su logiche di potere che schiacciano gli altri. Gesù viene a portarci un messaggio nuovo, ribalta le logiche e ci dice: fatti piccolo e servi quanti ti sono affidati! Vuoi essere grande? Servi il tuo prossimo. Certo la strada dei potenti é comoda, facile, immediata, mentre la via del Signore impervia, complicata, a volte buia, ma grande é la ricompensa perché percorrendola evitiamo che il mondo si impoverisca (non intendo di beni materiali).
Tutta la nostra vita si deve fare servizio, non ricerchiamo i primi posti ma cerchiamo di essere “i migliori” nel donare amore e vita. E’ la missione del cristiano: servire e testimoniare Speranza perché il mondo brilli di Luce e non venga eclissato dal male.
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6 Commenti

  1. Veronica che splendido post. Sono stata davvero colpita dalle tue parole. Non tutti, anzi davvero pochissimi parlano della propria fede e soprattutto ancor meno ne parlano qui, nel proprio salotto virtuale. Davvero hai tutta la mia stima.
    E ti confesso che, nonostante il mio impegno parrocchiale nel coro polifonico, mi ero un pò allontanata dalla preghiera, ma da qualche tempo mi sono riavvicinata a alla fede alla preghiera, trovando pace e serenità, conforto e sostegno ed ora non posso davvero più farne a meno da quanto mi fa stare bene!
    Complimenti davvero!

    Un abbraccio
    Francy

  2. In un post di poche righe era difficile spiegare davvero cosa fosse l'Amore e la via da seguire per arrivarci. Tu, con parole semplici, chiare e allo stesso tempo profondissime ci sei riuscita. Grazie per questo post, di cuore.

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