il cucchiavio e i termometri

Qualche settimana fa sulla mia bacheca di Facebook è comparsa l’immagine del “cucchiavio” pubblicizzata da qualche pagina che seguo. I commenti fatti alla foto tralasciavano trasparire un entusiasmo fuori misura per l’oggetto. Io dopo qualche minuto di osservazione non ho avuto nessuna spinta entusiastica anzi mi è partito il neurone riflessivo..
L’industria dell’infanzia ormai produce una quantità indescrivibile di oggetti che cercano di venire incontro alle difficoltà dei genitori, ma più che difficoltà le definirei inabilità. Possibile che non siamo più in grado di fare un aeroplanino con un semplice cucchiaino ai nostri figli? Possibile che siamo diventati così comodi, bisognosi di strumenti che ci semplifichino sempre di più la nostra vita? La semplificheremo così tanto che finiremo per non provare più gioia e stupore per niente. Senza accorgercene stiamo producendo dei bambini che vogliono sempre di più, perché abituati al tutto, dove la novità li sazia per pochi giorni o addirittura solo per mezze giornate. Abituati ad avere tutte le comodità, tutto a portata di mano senza un minimo sforzo, li renderemo poco tolleranti e adattabili. La tolleranza e l’adattabilità sono a mio avviso le doti che rendono un individuo: forte, libero, capace e sociale.
Mi chiedo: come facevano le nostre mamme, le nostre nonne e bisnonne? Hanno cresciuto figli senza il “cucchiavio” e sono sopravvissute bene lo stesso, così come la loro prole. Il mestiere di genitore richiede sforzo, impegno, fatica e capacità di adattabilità a molte situazioni nuove che un figlio ci pone di fronte. Un bambino è in grado di far saltare le nostre convinzioni più radicate, le nostre certezze, gli schemi saldi di una vita. Ci mette in crisi. Cosa c’è di più bello e stimolante di mettersi in gioco? Costa fatica ma sicuramente porta a grandi e gustosi risultati.
Per non parlare dei termometri! Dopo il pensionamento dei quello a mercurio ne sono stati creati di tutti i tipi: a ultrasuoni, elettronici, chimici. Anche qui l’industria dell’infanzia si è data da fare per produrne una vasta gamma a seconda dell’esigenze o meglio delle inabilità (come scritto sopra) dei genitori. Si sa che l’industria non ha il fine di produrre cultura e anche per i termometri è andata così..
I genitori di fronte ad urla, capricci e strilli dei bambini preferiscono non misurare la febbre “alla vecchia maniera” ma usare dei super termometri tecnologici che a distanza permettono di rilevare la febbre. Ma siamo impazziti?!? Io credo che i bambini da sempre si siano ribellati al termometro, ma non per questo, pur di non farli piangere, dobbiamo appellarci a ciò che ci viene propinato con estrema facilità. Sembra che noi genitori siamo stati traumatizzati a livelli atomici dai nostri genitori e che inconsciamente abbiamo fatto una promessa noi stessi: mai più ai nostri figli le torture inflitte a noi dai nostri genitori! Ma stiamo parlando di una semplice misurazione di febbre.. Sappiamo benissimo che la misurazione rettale è quella più veritiera e anche quella più veloce: ho sentito genitori che pur di non misurarla dal sederino sono ricorsi ai termometri più costosi e tecnologici, con la conseguenza che poi la temperatura misurata non era tanto corrispondente alla realtà. Fatevi aiutare da un’altra persona, organizzatevi ma insomma cari genitori Svegliatevi o meglio SVEGLIAMOCI, perché l’invito che faccio è valido anche per me!
Il nostro ruolo non è quello di tenere i nostri figli lontani dalle cose brutte, sostituendoci a loro e sobbarcandoci le fatiche, i rischi e le incertezze che dovrebbero sperimentare, dato che la vita è fatta anche di questo. Bisogna aiutarli a sperimentare le proprie forze per accrescere la loro capacità di gestire se stessi e le difficoltà della quotidianità. Evitiamo di essere degli amici, perché noi siamo i genitori e abbiamo il ruolo di guidarli all’autonomia e alla responsabilità.
Ps. Per questo post di grande aiuto è stato il libro “Neonati Maleducati” di Paolo Sarti, edizione Giunti Demetra.
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2 Commenti

  1. Anonimo

    Come hai ragione Veronica!
    A me lo hanno regalato per il primo compleanno di Andrea, e quasi mi sono offesa per chi ha sospettato della mia mancanza di creatività e immaginazione!
    Ma tu l'hai visto dal vivo? E' un coso di plastica di bassa qualità, mentre ho visto che il prezzo è abbastanza elevato!
    Mah, finchè ci sono in giro questi finti geni del marketing e la gente ci casca andremo sempre peggio!

    Complimenti per il blog e per questi articoli sempre puntuali e interessanti!

    Cristina, una mamma curiosa

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