Il vaso di Pandora dei sogni non realizzati

Ieri era un venerdì sera come tanti altri: la doccia, il divano ed i film che la tv passa il venerdì. Ovvero quelli idioti. 
Ecco ieri sera alle 22.30 sono riuscita a sedermi sul divano e mi sono messa a vedere “Neeed for Speed”, tipologia di film che a me non piace, perché io sono per due grandi filoni quello delle commedie e quello delle storie d’amore. Tutto il resto, a parte qualche rara eccezione, da me non è preso in considerazione.
Verso la fine c’è una scena in cui viene inquadrato un cartello con scritto “California”. Questo cartello mi ha fatto male, più male di uno schiaffo: si è scoperchiato il vaso di Pandora dei sogni repressi e non realizzati.
California e un dolore alla pancia.
California e un sapore amaro.
California e la malinconia che ti porta via.
Ho pensato a quanti sogni non ho realizzato e che vorrei realizzare. Il colpo è stato grosso: tanti, troppi.
La cosa più pensate è che io li metto a tacere, li reprimo in un angolo. Ma a forza di inghiottire prima o poi loro ritornano. Tornano su con violenza per farti male.

Quel cazzo di cartello passato per cinque secondi nel film mi ha fatto pensare a quanto mi piacerebbe viaggiare, a quanto la California da sempre sia una dei Paesi che mi piacerebbe visitare.

Da li poi ha preso vita una valanga di sogni non realizzati, di cose che faccio e non mi piacciono, di cose che vorrei fare e non riesco a fare.
La cosa che mi disintegra di più è il confronto con i coetanei. La gente della mia età fa altro, vive altre vite, non ha figli, esce la sera, il pomeriggio, la mattina, non ha vincoli, studia, sembra che si diverta. Si diverte davvero? E’ piena nella vita? 
Avverto molto spesso una grande fatica nella gestione di una vita che va troppo veloce, in cui per fare anche una doccia sembra che bisogna conquistare l’Everest.
Mi chiedo se questo sia giusto. 
Se ho fatto la scelta giusta. 
Se sono sbagliata io.
Se questo essere fagocitata dalla vita sia corretto.
Se gli altri vivono meglio. 
Se sono sbagliata io o quelli che conducono una vita diversa da me.
Il confronto fa male: vedo continuamente gente che realizza obiettivi, fa centro mentre io sono sempre a zero. 
E’ vero ho i figli. Una famiglia che amo molto, ma non sono fatta solo per la mammitudine, per essere felice ho bisogno anche di avere con me altre sfere, a completamento di questa felicità. E’ difficile confrontarmi anche sulla figliolanza: pochissimi sono quelli che fra i 20 e 30 anni hanno dei figli. La gente inizia a pensare di fare i figli dopo i trenta.
Mi sento di avere una felicità zoppa in cui ogni volta che cerco di realizzare un sogno ci si mette qualcosa di mezzo. Non viene realizzato e va a finire nel vaso di Pandora. 
Il tempo mi sfugge fra le dita ed il vaso di Pandora per l’ennesima volta è stato richiuso anche ieri sera.

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