“Indovina chi”: le cinque domande del disagio

1) “Ci conosciamo?”

– No, forse, non so.

2) “Dove ci siamo già visti?”
– Non lo so, non ricordo.
3) “Mi ricordo il tuo volto”.
– Io no, perdonami.
4) “Hai un viso familiare.”
– Tu per me non tanto.
5) “Il cognome non mi è nuovo”.
– #esticazzi.
Ognuno ha le sue domande dell’imbarazzo e del disagio, le mie sono queste cinque alle quali rispondo sempre come sopra, tranne che all’ultima in cui  “#esticazzi” non è verbalizzato, ma molto spesso pensato.
Quando incontro qualcuno e quel qualcuno dice di conoscermi, state pur sicuri che io di lui non ricordo l’esistenza.
Inizio con il far finta di ricordarmi dell’interlocutore con cui sto parlando, ma già da quando lui pronuncia il “ciao” tutto il mio volto assume la forma di un grande punto interrogativo.
Lo capiscono sempre che non li ho riconosciuti, perché Dio ha ben pensato di donarmi il dono della mimica facciale incontrollabile, nel bene e nel male, che fa capire benissimo agli altri cosa sto pensando, ad esempio “non so chi tu sia ma, va tutto bene carissimo/a, inizia pure con la top five delle domande!”. 
Mi leggono nel pensiero ed attaccano subito con il question time.
Meraviglioso momento di disagio.
“Ma dai non ti ricordi di me?”
No, non mi ricordo sennò non stavamo qui a fa tutta sta piva.
Fatto sta che nonostante mi spieghino la genesi del dove ci siamo conosciuti io non riesco a ricollegare, ho tipo un pannello nero con scritta bianca che naviga nel cervello e dice ” a destra per figura di merda; a sinistra per fuga con figura di merda annessa”.
Mi sembra proprio di giocare ad “indovina chi”.
La cosa peggiore é quando incontro degli avversari di “indovina chi” che affermano “mi sembra di conoscerti, dove ci siamo già visti?”
Panico.
Inizia la centrifuga di pensieri:
– se lo sapevo te lo dicevo.
– Di quale vita starà parlando?
– In quale situazione deplorevole mi avrà visto?
Spero sempre che sia la vita giusta e il contesto azzeccato, perché  se per ipotesi mi avesse incontrata dieci anni fa, il bene supremo per tutti é chiamare a rapporto la voragine risucchiatrice ed evitare una figura di merda esponenziale.
Generalmete parto con elenco di opzioni che quasi mai porta a risultati.
Mi sento come se facessi un test di resistenza.
La persona deve capirlo e continua con le domande.
Ho la sudorazione mentale ed organica interna.
Ma niente si continua con “Avevi gli occhiali? Il cappello con il fiore? Il rossetto?”.
“Ah ma dai, tu stai cercando Claire! Non sono io”.
L’ho scampata, almeno per questa partita. 
Aspetto la prossima, non con ansia.

One comment

  1. ahahaha fantastico.. anche io il 60% delle persone che mi saluta non so chi sia.. sai chi sono vero??
    mmmmmmmmmmmmm scusa mi stanno chiamando e corro via, oppure si certo arrivenderci e me ne vado.. diciamo che, non sto mai ferma.. scappo al primo accenno di via di fuga

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