La giornata tipo di Ale e le “tecniche di sopravvivenza” di una mamma

“Mamma io veglio”, così inizia la mattina di Alessandro e se, entro due micro-nano-secondi, non ci dirigiamo nella sua cameretta inizia a chiamarci sempre più forte con tono piagnucoloso “mammaaaaa, mammaaaa, maaaaammaaaaa”. Ok, è ora di alzarsi prima che si catapulti giù dalla culla in stile Spiderman. Felice di aver ottenuto ciò che voleva passa alla fase due: “mamma LATTE”. Mamma latte vuol dire “mamma VOGLIO SUBITO il latte”. Ciò non è possibile perché, anche se può sembrare da mamma degenere, non ci penso proprio a svegliarmi prima per prepararglielo! Le mie nottate sono spezzettate dalle poppate della piccola e per me quei dieci minuti, che potrei dedicare alla preparazione anticipata del latte, sono fonte di recupero sonno! D’altro canto penso che un bimbo debba essere educato all’attesa e iniziare aspettando quei pochi minuti che servono a preparare il latte mi pare un primo passo. Il problema è che non è un capriccio: Alessandro quando si sveglia ha fame.  Per evitare che, insieme al pianto a decibel indescrivibili, divori tavolo e seggiole abbiamo pensato di mettere meno biscottini nel biberon e di dargliene alcuni da sgranocchiare nell’attesa che lo scalda biberon emetta il BIP del “latte,caldo,buono e pronto”.
Dopo che il piccolo leoncino si è saziato inizia la fase tre: cambio pannolino, vestizione, lavaggio mani&viso e lavaggio nasale. Per le prime tre più o meno ce la caviamo senza troppi problemi, ma il lavaggio nasale con soluzione fisiologica..apriti cielo! Diciamo che non abbiamo trovato ancora la strategia giusta: le trattative falliscono e i giochi per distrarlo dopo poco vengono lanciati per la camera.  Abbiamo solo capito che “gradisce” di più se l’operazione viene fatta dal papà. 
Finita la fase tre siamo pronti per andare all’asilo con la “Brumbri dadda” (la macchina del papà). 
Ore 16.50 suonano alla porta: è Alessandro che torna riaccompagnato da mia mamma. Finché c’è mia mamma e si gioca tutti insieme va tutto alla grandissima, ma quando la nonna deve riprendere la strada di casa ecco che Alessandro si trasforma in un koala attaccato all’arbusto (la nonna). Inizia la solita melodia: “nonna no dai”, “Nonna no casa”. Mia mamma ogni giorno adotta una strategia diversa: dove troverà tutta questa fantasia non si sa, ma forse è uno dei tanti trucchi segreti del mestiere di nonna. Fatto sta che funziona sempre, alla fine lui l’accompagna alla porta e si salutano in modo sereno. 
Alle 18.30 scatta l’allarme fame: “Mamma pappaaa???”, “Mamma io fame”. Capisco che all’asilo si pranza alle 11.30, la merenda è alle 15.45 e quindi ad una certa gli prende il morso della fame. Cerchiamo di cenare tutti insieme per condividere almeno un pasto ed avere un momento per ritrovarci tutti quanti.. Mio marito torna alle 19.30 o alle 20.00 per cui dalle 18.30, comprendete bene che la musica del “mamma pappa” è alquanto lunghina! Ovviamo così: se proprio, come dice la pubblicità della fiesta, “non ci vede più dalla fame” tappiamo il buco con un pezzettino di crackers, oppure nell’ipotesi migliore lo distraggo: mentre io preparo la cena lui gioca con la sua piccola cucina e prepara parallelamente la pappa per i suoi amici Laa-la, Winnie the Pooh oppure per me; ritrovandomi a mangiare melanzane e banane, calvolfiore-piselli e arancia…delle ricette molto alternative vegan, ma per avere il tempo giusto per preparare una cena decente questo ed altro! 
Nei momenti in cui devo gestire la casa mi faccio aiutare dal piccolo terremoto ond’evitare che lo ritrovi a fare qualche cosa proibita, come giocare con i cavetti dei caricabatterie o tirare fuori tutti i dvd dalle custodie.. Mi passa le mollette se devo stendere i panni, oppure le mette a posto se li ritiro dallo stendino, mi aiutata a svuotare la lavastoviglie  e quando è ora di apparecchiare lo facciamo insieme. 
Il nemico numero 1 di un tempo è stato sconfitto..sto parlando proprio dell’aereosol. Fino all’età di un anno ogni volta che dovevamo farglielo sembrava che lo stessimo scuoiando vivo; ancora mi chiedo come mai le forze dell’ordine non abbiano mai suonato alla mia porta. Le urla sono state sostituite da silenzio semplicemente appoggiando il mio Iphone sulla macchinetta dell’areosol.. Perché il mitico Iphone proietta episodi dei Teletubbies che catturano l’attenzione di Alessandro, facendogli dimenticare la tattica strillaggio stura orecchie.
Nei momenti in cui mio figlio ha inserito le pile duracell e non si può uscire perché ovviamente il tempo non lo permette (si conferma la legge di murphy per le mamme) un oggetto utile per farlo scaricare è il triciclo. Certo gli inquilini del piano di sotto prima o poi mi manderanno la lettera dell’avvocato per tutto il rumore che mio figlio produce sgassando con la moto (come la chiama lui). Lo scarica da morire girare come una trottola in sella al suo mezzo a tre route e chi se ne importa dei vicini…venissero loro ad intrattenere mio figlio!
Poi amici e amiche, lo strumento che mi salva in qualsiasi situazione è il CIUCCIO! Calma le crisi isteriche, consola, placa, addormenta.. E’ come il robot da cucina Bimby..serve un po’ per tutto!!!

5 Comments

  1. E' impegnativo eccome..altro che chiacchiere! Poi io qui ho parlato solo della routine "leggera" del mio primo figlio, considerando che ne ho un'altra di tre mesi puoi immaginare cosa può succedere in certi momenti! C'è la crisi di pianto contemporanea così come il pannolino sporco da cambiare sempre nello stesso momento..altro che palestra, venite mezza giornata a casa mia e rimpiangerete il divano!

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