La scusa del Quality Time

La storia del Quality Time non mi ha mai convinto più di tanto.
Molti genitori ed esperti in campo educativo si riempiono la bocca con il termine Quality Time: “non è la quantità di tempo che passate con i vostri figli, ma la qualità che riuscite a dargli nei momenti che passate assieme a loro”.
Giusto.
Peccato che molti si celino dietro il famoso tempo di qualità.
Basta poco tempo di qualità con i nostri figli e siamo soddisfatti, con la coscienza a posto.

Peccato che alcuni genitori se stanno più tempo di quello che generalmente passano con la propria prole impazziscono.
Mi è capitato di osservare ed incontrare sempre più genitori disabituati a stare con i propri figlioli. Sono stata la mare due giorni con mio marito senza bambini e la mia attenzione è ricaduta sempre sulle famiglie con figli al seguito.
Ho sentito ed osservato scene da far drizzare i capelli.
Genitori che affermavano di fronte al figlio di essere stressati da una settimana intera tutti insieme; una mamma ha addirittura detto al proprio bambino “sei una cosa ignobile”, solo perché per giocare erroneamente le aveva dato un calcetto lieve.
Alla faccia del tempo di qualità!

E’ vero che quantità non è sinonimo di qualità, ma solo dopo che saremo in grado di passare del tempo significativo con i nostri figli allora saremo capaci di potergli offrire piccoli spazi di qualità. Altrimenti il Quality time diventa solo una scusa per farci stare con la coscienza a posto: “ho dedicato cinque minuti di qualità a mio figlio”. Giusto cinque che se ce ne passi dieci di minuti vai in tilt, scleri e ti serve lo smartphone per farlo giocare, stare fermo e muto (ho estremizzato..forse neanche più di tanto!).

Impariamo a dare quantity e quality perché nella relazione educativa servono entrambi e l’uno non prescinde dall’altro.
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