LE PAROLE DI TROPPO

Ci sono quelli che sanno esprimere le proprie emozioni, quelli che in una discussione sanno contare fino a dieci, tenersi tutto dentro, andarsene per sbollire. Quelli che sanno contenersi al punto giusto ed esprimersi al meglio, quelli che hanno le capacità fondamentali, per evitare equivoci e tutelare una relazione. Quelli che sanno esprimere le emozioni con delicatezza, che hanno dimestichezza con le parole che fanno bene alla coppia, che sanno scartare quelle che feriscono.

Poi ci sono io, che scoppio in troppe parole o sprofondo in troppi silenzi, quando dal dialogo si sconfina nella rabbia che non riesco a controllare.

Non c’è niente da fare, in amore “il troppo stroppia”.

Ingoiare il rospo, trattenersi, zittirsi: Stroppia.

Diventare “vulcani di parole”: Stroppia.

Gli esperti affermano “meglio affrontarsi subito, senza troppi silenzi e cercando di autoregolarsi”.

Io per mia esperienza sostengo invece che più amiamo qualcuno, più tendiamo a ferirlo. E rischiamo di essere feriti.

Perché?

Perché con chi amiamo ci apriamo, gli diamo la nostra fiducia, perché sostanzialmente in amore siamo vulnerabili e scattiamo per difesa. Basta davvero poco per superare il confine del dialogo sano ed esplodere nella rabbia, che porta con sé una lista di parole di troppo, che fanno male all’amore. Quando amiamo concediamo all’altro di entrare nella nostra anima. Gli mostriamo i nostri desideri, mettiamo a nudo le nostre ferite, gli “confessiamo” come abbiamo imparato a chiuderci in noi stessi per non farci fare del male.

Ho scoperto sulla mia pelle che l’amore ha sempre un intuito primordiale: ci innamoriamo di qualcuno che è abbastanza familiare, ma anche abbastanza diverso. Credo sia funzionale al fatto che così abbiamo la possibilità di riaprire una nostra ferita, e superarla al tempo stesso con lui/lei. Ma deve esserci una condizione: non rivivere quella vecchia ferita. Capita molto spesso però che, d’un tratto, quell’amore stesso, con cui ci siamo concessi all’altro, ci ferisca. Magari proprio nel momento in cui pensavamo di star curando le nostre ferite insieme a lui/lei.

Non vorrei tirar fuori la solita storiella di mettersi nei panni dell’altro, alla quale non credo dato che non riusciamo nemmeno a stare nei nostri di panni, piuttosto chiediamo e chiedete scusa.

E’ difficile dire “scusa”, “non volevo ferirti”. Eppure sono proprio queste le “paroline magiche” che consentono di riavere un briciolo di armonia in una coppia o fra due esseri umani.

E’ un passaggio fondamentale di riconoscimento del dolore, perché la rabbia ferisce e infila coltelli in parti del corpo che non pensavamo di avere.

Ci sono parole che fanno chiudere e parole che fanno aprire, Scusa fa parte di queste ultime.

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