Mio figlio e mio fratello

Mio fratello segnato all’anagrafe come Federico, per mio figlio è stato “Cuki” (come i sacchetti per surgelare gli alimenti!) e attualmente ha raggiunto lo status di zio “Chico”. Preoccupato dal fatto che suo nipote potesse diventare un bambino quattr’occhi appassionato solo di libri ha avviato una vera e propria scuola di divertimento sfrenato che apre ogni volta che si vedono. Ora che mio fratello è a casa a causa di un post operatorio si vedono molto di più e la scuola apre con una certa frequenza.. Le ultime due avventure a cui ho assistito sono: “sul triciclo in due” e “esploriamo il primo piano di casa mentre lo zio ti porta in giro con il seggiolone”. Ce ne sono state altre meritevoli come “corse pazze con il triciclo” dove mio figlio va sulla macchinina e mio fratello lo segue scorrazzando per casa a cavallo di un triciclo per bambini di due anni, oppure “spadate con le bottiglie vuote dell’acqua minerale”, “Hockey con le scope” dove mio fratello ha una scopa, mio figlio ne ha una in miniatura, lanciano raso terra una pallina e la recuperano con la mazza-scopa. 
In sintonia con la linea against football di mio marito, già da qualche mese gli fa sperimentare l’ebrezza del gioco del basket, che lui pratica da quando aveva 4/5 anni (ora ne ha 22)! Diciamo che a casa dei miei canestri, canestrini, palline, palle e pallette per giocare dentro e fuori casa non sono mai mancati e tutt’ora c’è qualche residuo con cui mio fratello gioca e fa giocare Alessandro. Quando non hanno voglia di andare a tirare al vero canestro mio fratello fa con le braccia un cerchio e diventa lui stesso un canestro reale dove il polpetto tenta e ritenta di far entrare la palla, gratificato da un caloroso “BRAVISSIMOOOOOO” ogni volta che fa centro.
Oltre alla scuola privata di divertimento, lo zio Chico ogni tanto fa qualche regalino fashion al nipotuzzo: l’ultimo cadeau conteneva un paio di scarpe Adidas che a prima vista Alessandro non ha tanto gradito; ora però dobbiamo nasconderle perché vorrebbe mettere sempre e solo quelle ma sono ancora un pò grandi. E’ stato il primo che gli ha regalato una camicia “da uomo”, come dice mio fratello , e un gilet alla veneranda età di un mese! Ha ricevuto anche la “peppa” (testuali parole di mio figlio), la felpa tradotto per  noi comuni mortali, della famosissima marca americana GAP. 
Il fratellino, che ha ben tre anni in meno di me, sa cambiargli il pannolino e mi è di grande aiuto quando a pranzo o a cena dai miei il pupo fa i capricci per mangiare. Perdendo con facilità la pazienza di fronte a questi capricci culinari, vengo spodestata da mio fratello che di buona lena si mette giù e lo fa mangiare: “n’te preoccupà Pisti (come lo chiama lui) ce pensa lo zio!”.
Mio fratello è stato il primo a sapere dell’arrivo di Ale accogliendo subito la notizia con un grande abbraccio per me e un”Auguri Gabrie'” per mio marito, era fuori la sala parto mentre stavo partorendo facendo scherzi a mia mamma per farle salire l’ansia (mamma tranquilla questi son scalini per la salita in Paradiso!) ed era l’unico, fino a poco tempo fa, con cui mio figlio faceva delle conversazioni al telefono per  più di un minuto.
Quando lo zio esce e si salutano Ale appare sempre un pò rabbuiato..ma non ti preoccupare amore di mamma e sai perché? Oggi devo andare a fare dei giri con la nonna e sai con chi starai?! Ovviamente con lo zio CHICOOOOO!
Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *