Pensare in rosa non é solo roba per femmine

Si dice che le persone ottimiste vedano il mondo attraverso “lenti colorate di rosa”. In effetti, il rosa non solo favorisce l’affabilità, ma attenua aggressività e malevolenza. Il rosa viene considerato un colore più materno ed è stato classificato come il colore delle bambine per eccellenza. L’azzurro, invece, il colore dei maschi: un colore che rappresenta lealtà, fiducia, fedeltà e integrità.. Se così fosse il mondo sarebbe una grande sfera popolata da esseri umani precisi, monotoni e ruolizzati…sai che noia! A mio avviso tutto ciò è tremendamente influenzato da un fattore culturale: nella nostra società sono presenti moltissimi stereotipi sulla differenza tra i due sessi, le loro abilità, i loro comportamenti, i loro sentimenti, il loro rapportarsi con gli altri. Esistono credenze molto diffuse e radicate sul fatto che i due sessi siano fondamentalmente diversi tra loro a livello psicologico. Si attribuisce ai maschi maggiore aggressività, autostima, spinta al successo e all’autorealizzazione, mentre alle femmine maggior socievolezza, lievelli di ansia, suggestionabilità, paura dell’insuccesso. Ma quando mai??? Ho conosciuto donne che a confronto Hulk era un agnellino e uomini più smielati di un Little Pony! Secondo me fra maschi e femmine sono più riscontrabili somiglianze che differenze. Le differenze possono evidenziarsi nella scelta dei giochi, nei compagni di gioco e nello stile relazionale, ma anche su questo un grande ruolo d’influenza lo hanno i genitori. Sulla base di credenze tendiamo a far giocare le bambine con le bambole e i bambini con le macchine e i soldatini, non rendendoci conto che anche la scelta dei giochi indirizza l’educazione dei figli verso gli stereotipi: maschio=avventuroso/forte, femmina= affettuosa/sentimentale. 
Mi piace vedere le facce delle persone che, passando per casa nostra, vedono mio figlio giocare con la cucina, che si  mette al braccio una borsetta o che vuole mettersi la crema per le mani. Vorrei spiegargli che quello che sta facendo è un gioco serio, perché il gioco che sta realizzando presuppone capacità rappresentative e meta-rappresentative.. Si signori, parlo proprio del gioco simbolico! Non possiamo neanche immaginare quanto i giochi simbolico-imitativi si integrino ad attività sociali sotto forma di giochi sociodrammatici nei quali ogni partecipante (bambole, peluche, animali ai quali il bambino attribuisce una personificazione) recita un ruolo. In questo gioco il bambino utilizza elementi della realtà per esprimere elementi assenti nonché sviluppa abilità linguistiche per comunicare le proprie rappresentazioni. Noi adulti, a volte siamo così sciocchi, da dire che non è una cosa seria il gioco o che se un maschietto trasporta un passeggino con sopra una bambola è roba da femminucce, non capendo che giocare può essere la cosa più seria del mondo per tutti gli apprendimenti che ne derivano.
C’è da dire anche che la distinzione dei giocattoli per maschi da quelli per femmine serve molto più a noi adulti che ai bambini stessi, infatti inserendo tali oggetti nella nostra vita ci ricordiamo che nelle nostre case è arrivato un bambino maschio o una femmina. Vedere dei comportamenti che esulano da ciò che la società reputa “normale” ci destabilizza, ma ricordiamoci che un giocattolo non può portare informazioni cariche di valore e dobbiamo viverlo come uno strumento per poter entrare in relazione con i nostri figli. 
Alexander Schauss, direttore dell’American Institute for Biosocial and Medical Research of Tacoma, ha scoperto che una tonalità di colore rosa, se usata nelle prigioni, tranquillizzava i detenuti violenti. La cella di Al Capone ad Alcatraz era rosa. Il colore rosa è stato usato negli istituti correzionali per ridurre il numero di suicidi e nelle scuole con ragazzi difficili per dissuadere da comportamenti violenti ed incivili. Le lettere di licenziamento in america sono scritte su fogli rosa per “attutire il colpo”… A fronte di ciò non è che sia proprio vero il giudizio che vede il colore rosa come quello più femminile in assoluto; ricevetela voi una lettera di licenziamento, foglio rosa o no, le pelotas vi gireranno lo stesso!

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