Piccolo estratto dal vocabolario di un duenne, ovvero mio figlio.

Alessandro parlicchia e a volte la comprensione di ciò che dice metterebbe in crisi anche il miglior interprete e traduttore. Quando ci parla si possono verificare tre possibili situazioni:
  1. capiamo subito cosa ha detto, lui è molto soddisfatto e continuiamo la conversazione;
  2. non capiamo subito cosa ci vuole dire e proviamo ad interpretare elencandogli tutte le parole che pensiamo corrispondano a quella pronunciata, con il risultato che ci guarda come degli extraterrestri e lui continua a dire la parola sempre più forte aggiungendo il rafforzativo mamma che equivarrebbe a dire: “mamma sei un po’ suonata, non hai capito che voglio dire la X parola?”. Qui ci sono due possibilità: la prima si ha quando ad un certo punto incappiamo nella parola che ci voleva dire, la seconda apre la situazione tre;
  3. Non funzionando l’elenco interpretativo chiediamo di indicarci quello che ci voleva dire o che in qualche modo gli assomiglia. Se neanche con questo metodo riusciamo a capire, lui è talmente sfinito che cambia argomento e sicuramente penserà che i suoi genitori hanno bisogno di una dose massiccia di contatto-immersione con esserini duenni come lui.
Ed ecco a voi un piccolo estratto del suo fantastico vocabolario.
    • Iniziamo con “ABBIS” che sta per Teletubbies, i suoi cartoni preferiti. Basti pensare che la sua seconda parola è stata Laa-la (la scimmia gialla), mentre la prima cacca che però voleva dire acqua. Ancora io e mio marito non sappiamo come interpretare il fatto che siamo stati spodestati dal podio da quattro bucciottoni obesi e ripetitivi!
    • “DOLDO” sta per Poldo, il nome del cane dei miei genitori, con cui identifica la razza cane, per cui tutti i cani sono dei DOLDI.
    • “DADDA” sta per papà, quando però vuole chiedergli qualcosa lo chiama Babbo e se non gli risponde prima di subito, inizia ad urlare a decibel sempre più alti “GAAAA, GAAAAA, GAAAAA”, che è l’abbreviativo di Gabriele.
    • “NONNO PALO”, è nonno Paolo.
    • “BIMBA”, sta per Margherita ed è sempre associato a verbi o parole, per cui “BIMBA MOMME”= Margherita dorme; “BIMBA BATTA”= Margherita smetti di prendere il latte dalla mamma!; “BIMBA MEMMA”= Margherita non ti muovere che altrimenti so affari tuoi!; “BIMBA CIUCCIO”= Mamma vai subito a rimettere il ciuccio a Margherita Callas Biccini che mi sta perforando il timpano! Per il resto la chiama MAGGHI.
    • “OOONEEE”: è il colore marrone, colore universale per identificare tutte le sfumature cromatiche di colori!
    • “ZETTA”: sta per puzzetta, usato quando lo guardiamo dopo che ha sganciato e con una fragorosa risata pronuncia Zetta, ovvero ho sganciato una bomba chimica!
    • “CACCA”: termine intercambiabile a seconda delle necessità per indicare cacca e pipì;
    • “FE””: caffè;
    • “GONGO”: pongo ed “ABBIS GONGO MAMMA” sta per “Mamma mi fai i Teletubbies con il pongo?” e fra le righe “Se mi fai sempre e solo Laa-La sarebbe meglio!”.

    Quando mi guarda e dice “CINO MAMMA”, cioè dammi un bacino mamma, mi si stringe il cuore e lo sbaciucchio così tanto che lui asfisiato mi dice “BATTA MAMMA!”
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