Quando l’inesperienza è tanta…

Quando l’inesperienza è tanta ci sono solo due persone che possono venirti in soccorso: tua mamma e il mitico pediatra!
Al compimento del sesto mese di Ale prendiamo l’appuntamento dal pediatra per il classico bilancio. Facciamo la visita e il dottore ci dice che è ora di dare il via allo svezzamento. Ci dà un promemoria con la ricetta e le dosi per la prima pappa. Tornati a casa mettiamo il foglietto in bella vista in bacheca e il giorno dopo partiamo: una zucchina, una carota, niente sale..fate bollire per un tot, togliete le verdure e mescolate 3-4 cucchiaini di crema di riso o mais insieme a 150 gr del brodo vegetale COLATO. Alessandro sembra ben gradire e procediamo tranquilli inserendo anche il pranzo (noi abbiamo iniziato dalla cena). Andava così bene che il pupo saltava anche la poppata notturna. Evvaiiii si dorme finalmente!!! Fra il settimo e l’ottavo mese fine della pacchia: il bebé riprende a svegliarsi la notte, piangendo (o è più appropriato dire ululando?!). 
“Che c’avrà sto figlio?”, chiedo a Gabriele, con una voce da Robocoop, una delle prime volte che  il bebé riprende a svegliarsi.
Lui intontito dal sonno prima muggisce un “mmmmm”, poi elabora un pensiero di senso compiuto affermando: “prova a dargli un po’ di latte”. 
Proviamoci un po’ e…attaccato al seno inizia a ciucciare come un lupo famelico. La storia prosegue per qualche settimana con le relative conseguenze: la mattina alzarsi è una tortura, pensare di fare 38 km per andare a lavorare dopo nottate passate in un loop dormi tranquilla-pianto isterico-tetta-latte-coccola-ninna nanna-prova a ridormire ed è già ora di alzarsi mi sembrava un’impresa alla 007. Guardavo quel foglietto del pediatra con le dosi per lo svezzamento, venerandolo in stile santino, pensando: “faccio tutto come c’è scritto! Com’è possibile che gli ritorni fame nel cuore della notte? Deve essere la smania dei denti”. 
Un pomeriggio vado, dopo il lavoro, a riprendere dai miei Alessandro e parlo a mia mamma dei risvegli notturni e famelici del suo nipotino.
“Vero’ ma tu ta sto fiolo glielo dai da magnà?”, chiede mia mamma.
“Certo mamma, 150 gr di brodo colato, con 1/2 vasetto di omogeneizzato e la crema di riso o mais”, rispondo con fare compiaciuto.
“Famme capì stai ancora a 150 gr di brodo COLATOOOOO? Ci credo che l’fiolo ha fame e ti si sveglia la notte! Gli devi dare il BRODO VEGETALE, il passato di verdure per capirci, aumentare le dosi del brodo e dell’omogeneizzato”.
“Mamma ma sul foglietto c’era scritto che…”, non faccio in tempo a finire la frase che lei mi fa: “ma secondo te n’fiolo di otto mesi magna come uno de sei?”
“Ovviamente no mamma, ma se nessuno me lo dice mica io nasco imparata!”
“Dai retta a me”, continua, “dagli il brodo vegetale, tipo 200 gr, il vasetto intero di omogeneizzato e poi famme sapé se non è come dico io!”
Morale della favola: l’fiolo, come lo chiama mia mamma, fattasi una mangiata come consigliato dalla nonna, ha ripreso a dormire la notte..insomma aveva solo una gran fame!
Durante il viaggio di nozze, a quasi nove mesi, ecco che ad Ale compare il primo raffreddore. 
Amore di mamma non ti poteva venire quando eravamo in Italia, invece che qui a Parigi, con il pediatra a cinque minuti da casa, con le farmacie che vendono cose NORMALI e non come queste francesi   che si chiamano farmacie ma che vendono prevalentemente prodotti di bellezza?!?!?! 
Che facciamo come non facciamo, io e Gabriele decidiamo di dargli la Tachipirina. Dopo aver STUDIATO il foglietto illustrativo, secondo i nostri calcoli, dovevamo dare al pupo 2 gocce di Tachipirina ogni 6 ore.
La situazione resta invariata: moccico stellare, tosse, fiolo nervoso.. Al rientro dal viaggio lo porto un pomeriggio dal pediatra insieme a mia mamma.
“Sa dottore, non so se va bene, ma noi abbiamo dato ben 2 GOCCE di Tachipirina ad Alessandro…abbiamo sbagliato?”, chiedo timidamente.
Il dottore mi guarda e insieme a mia mamma scoppiano a ridere. Il pediatra, dopo avere ripreso fiato, fa: “Signora mia, ma con due gocce di Tachipirina neanche un uccellino cura!”
Che cazzo di conti abbiamo fatto? Ale hai due genitori diplomati allo scientifico che non sanno neanche  fare una proporzione..siamo pessimi!
Finito lo spezzone simil Candid Camera e la mia figuraccia, il pediatra mi dice: “con il peso di suo figlio lei deve dargli 30-35 gocce di Tachipirina solo se ha la febbre che supera 38, per il raffreddore pulisca semplicemente il naso del bambino con un pò di fisiologica”.
Morale della favola: la Tachipirina non serve per il raffreddore e in più ho collezionato una gran bella figura di merda!
Insomma, almeno per me, quando sono in difficoltà  posso solo chiamare due super eroi a salvarmi: il pediatra e mia mamma!

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