Ti ho sentito respirare: quando va tutto bene, quando va tutto male.

Sono quasi le 1.00 di notte e tu sei qui vicino a me che dormi. La luce é spenta, scrivo con lo smartphone, rischiando di svegliarti perché odi qualsiasi tipo di luce mentre stai riposando.
Ti sei addormentato quasi subito, hai detto che eri stanco, mentre io non riesco a dormire perché ho bevuto il caffè e non sono abituata a prenderlo dopo cena. Sono stata distesa vicino a te, con il viso affossato nella “mia buchetta”, che in realtà non è altro che lo spazio del tuo corpo sotto la spalla, e ti ho sentito respirare.
Il tuo respiro é come te: profondo ed irregolare.
Da quanto tempo non ti ascoltavo?
Ho ripercorso il tempo passato insieme: quando va tutto bene, quando va tutto male. Non c’è via di mezzo nella nostra storia.
Ho pensato a tutte le volte in cui vorrei andarmene ma resto, a tutte le altre in cui sono scappata  e mi hai ripreso ed anche a quelle in cui mi hai lasciato andare.
É un periodo di prova per noi noi, in cui mancano sorrisi; leggerezza, dove si sente la fatica di una storia tutta compressa.
Mi scende una lacrima perché non riesco a fare memoria di felicità, perché mi sento travolta da una valangata di amaro.
Ti sento respirare ancora.
Dai nostri respiri dobbiamo ripartite perché anche se va tutto male, insieme possiamo far andare tutto bene.
Tienimi vicina a te, Tienimi la mano perché non possa scappare lontano ma restare con te a costruire la nostra storia.
Con amore
                                                                           Veronica 

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