Tutti uguali o uguali e diversi?

Qualche giorno fa ricevo la telefonata dalla responsabile dell’ufficio asili del Comune:
“[….] vedo che lei qui ha allegato la documentazione firmata dalla Dr. XXX, ma da quello che c’è scritto risulta che sta facendo solo dei controlli”, afferma la signora dall’altra parte del telefono.
“La bambina non sta facendo dei controlli ma la fisioterapia perché le hanno riscontrato un’immaturità al braccio destro”.
“Vede siccome non è grave e non ha la 104 non posso darle il  punteggio che le spetta, proverò a contattare anche la dottoressa che la segue”.
“Guardi che noi abbiamo segnalato questa cosa, consigliati dalla terapista, perché frequentando l’asilo e procedendo per imitazione degli altri bambini, la bimba avrebbe ampio margine di miglioramento sotto l’aspetto della  manualità”.
“Si ma non ha la 104 capisce? In più ha un punteggio basso perché lavora solo suo marito e lei no; entrerà in graduatoria ma…”
Bene non ho la 104 ma a meno che un bambino al di sotto dei tre anni non abbia una disabilità riconoscibile e visibile, ditemi voi come si può ottenere per casi simili al mio. Considerando anche i tagli che sono stati fatti ora la famosa 104 la danno solo se necessario.
Inoltre, la cosa che mi infastidisce è il fatto che non ci sono mezze misure: o sei disabile o non lo sei. Un problema è un problema che sia di lieve entità o di gravità maggiore. Perché in questo paese ci si attiva solo nelle emergenze più estreme? Mia figlia ha la sua problematica, non è gravissima è vero, ma ce l’ha e se è stata presa in carico dal dipartimento di neuropsichiatria forse non è perché sta facendo dei semplici controlli. Eh già ma non ho la 104 e quindi, cara Marghi, le tue esigenze non vengono prese in considerazione, anche perché mamma non lavora…
E’ vero il nido nasce come struttura a supporto delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Non è, però, solo un luogo dove lasciare i bambini ma anche un ambito educativo molto importante e formativo. Il fatto che i nidi comunali siano rimasti numericamente come 20-30 anni fa ci deve far riflettere su molteplici aspetti, ma quello su cui mi preme soffermarmi è questo: perché se mia figlia ha un problema, ed io non lavoro, non posso usufruire del servizio? Perché devo essere obbligata a rivolgermi ad un privato? Perché la terapista mi dice che la bambina stando con i pari migliorerebbe moltissimo ma la documentazione che abbiamo presentato vale quanto carta straccia?
Esempio di come nella burocrazia non ci sia sinergia e collaborazione fra i vari settori.
Sono indignata come mamma, perché vengono calpestati i diritti di mia figlia. Siccome io sono adulta e se vengono calpestati i miei diritti posso difendermi in qualche modo, lei non può fare nulla: paga solo le conseguenze di leggi e regole che non tengono conto delle sfumature che l’infanzia porta con se. Io sono pronta a battagliare per lei, per i suoi diritti e per la sua salute. Aspetto che escano le graduatorie e, se dovesse andare male,  il Comune avrà i pavimenti solcati dalle mie suole perché io voglio che i diritti di mia figlia vengano rispettati.
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6 Commenti

  1. E' una vergogna!!! I diritti dei bambini sono intoccabili e poi ti assicuro che ho visto casi in cui la 104 e' stata data a chi veramente non ne necessitava…e' sempre la solita storia…siamo in Italia e le cose vengono fatte all'italiana (brutto modo di dire ma sempre più vero). Spesso, sempre più spesso, vorrei un altro cielo per far crescere i miei figli!!! Arrabbiati se necessario, che con le buone maniere non si ottiene nulla!!!

  2. Guarda ho già gli artigli affilati! Capisco benissimo che loro si debbano basare su dei criteri precisi e di legge per stilare la graduatoria ma un po' di flessibilità non ci sta male.. Soprattutto perché é veramente difficile a quest'età diagnosticare una disabilità a meno che non sia evidente a livello fisico. Io ti dico che a mia mamma hanno tolto la 104 ed è invalida perché ha avuto 4 tumori, 3 al seno ed uno alle ovaie, non può sollevare pesi e tanto non é idonea per rinnovare la 104; cosa vogliamo pretendere? Capisco che i soldi non ci stanno ma per chi si vuole le soluzioni si trovano. Io aspetto le graduatorie, poi quelli del comune impareranno a riconoscermi! Io non voglio né fare la vittima né essere vittima indi per cui battaglierò per ciò che le spetta! Sono stanca soprattutto di queste ingiustizie.

  3. Infatti, io non voglio lasciare nulla al caso e soprattutto non voglio sentirmi dire: "se avessi fatto", "Se avessi detto", con i se non si va da nessuna parte! Poi sai che alle più brutte c'è striscia o Le Iene..tanto ormai solo con loro si risolvono le questioni! Grazie per il tuo sostegno!

  4. Certo che ce l'hai uguale.. ma le mamme che stanno a casa con i figli mica lavorano! Io farei a cambio solo un giorno con quelli che stanno comodi seduti di fronte ad una scrivania…vedrai tu come vorranno tornare al loro ufficio dopo aver provato 8 ore con bambini piccoli e casa al seguito da gestire!

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